Il murale della pace
Il murale della pace, realizzato da Ettore de Conciliis, con la collaborazione di Rocco Falciano, nasce dai fermenti politici e ideali degli anni sessanta, esso fu eseguito tra il maggio del 1964 e l’ottobre del 1965, su incarico del parroco della chiesa di San Francesco d’Assisi, borgo ferrovia, don Ferdinando Renzulli. L’intento era narrare la vita di San Francesco, e i temi della pace e del dialogo tra i popoli, nel segno del Concilio Vaticano II e dell’enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII. Il titolo ufficiale del dipinto, dato dagli autori e dal committente: “Pace-bomba atomica e coesistenza pacifica” questo titolo e simile a tanti slogan del momento, dei movimenti pacifisti diffusi in America e nel mondo. Il murale ubicato nell’abside della chiesa si estende per mq. 138,60 mq. ( 6,30 x 22,00 metri). Il dipinto è composto da tre parti principali: il lato sinistro, che rappresenta la pace, è un’immagine molto grande fatta di volti che si muovono attorno alla figura centrale di San Francesco d’Assisi; il lato destro rappresenta il tema della guerra con i suoi orrori; nella parte centrale campeggia il fungo della bomba atomica, con al centro una popolana che rappresenta la speranza della rinascita. La raffigurazione di San Francesco è ispirata al ritratto del Santo eseguito da Cimabue nella Basilica di Assisi. La rappresentazione e le proporzioni portano il Santo, in primo piano, con i 250 cm di altezza. L’innovazione è rappresentata anche nel saio, realizzato con un collage di frammenti a rilievo di tela di sacco color ocra. Per la prima volta in una chiesa vengono dipinti una moltitudine di persone in cammino, in cui sapientemente vengono mescolati personaggi della cultura, della politica e religiosi. Si va da papa Giovanni XXIII accanto a John Fitzgerald Kennedy, Guido Dorso, Francesco de Sanctis, Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini, Rocco Scotellaro, Alberto Moravia, Pablo Picasso, Fidel Castro, Palmiro Togliatti, Carlo Levi, Bertrand Russel, Dolores Ibarruri, Giulio Carlo Argan, i vescovi di Avellino Gioacchino Pedicini, Pasquale Venezia e tanti altri.